...Il giorno dopo - Napoli per l'autismo

Napoli per l'autismo
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03/04/2016
...Il giorno dopo.
Che cosa resta il giorno dopo della giornata mondiale della consapevolezza per l'autismo?
Chi ha aumentato la conoscenza e quindi la consapevolezza e chi ha deciso di proseguire il proprio cammino.
Come ieri, in un'intervista, ha detto una madre, Anna, bisognerebbe pensare all'autismo tutto l'anno e non solo il 2 aprile.
Quello che di positivo registro è che "qualcosa è cambiato" nel sentire comune a partire dai genitori.
Si percepisce una riduzione di quella paura dello "spettro" così diverso da noi è che dunque dovrebbe essere "riabilitato" alla vita secondo uno schema preciso.
Si può oggi ripensare a nuovi modelli del vivere insieme nel rispetto dei diritti di tutti ma soprattutto dei più deboli.
Ci si può domandare perchè è stata medicalizzata totalmente una condizione umana ancora sconosciuta.
Si possono proporre alternative per far sì che chi è autistico riceva tutto ciò di cui ha bisogno nei luoghi significativi della sua vita cioè a casa con i suoi familiari, a scuola insieme ai compagni ed alle insegnanti sempre più motivate a conoscere l'altro e nel quartiere di appartenenza dove tutti lo conoscono e lo aiutano.
Si può dire che il mondo della scuola e quello delle "tecniche terapeutiche" non sono due cose distinte nella vita dei ragazzi autistici ma devono coincidere per andare incontro ai suoi bisogni di autonomia e di serenità.
Se impariamo ad accoglierli, rispettarli, comprenderli con maggiore curiosità verso ciò che loro fanno, senza sentirci minacciati nella nostra identità, significa che stiamo gettando le basi per un vivere civile che non preveda più che ci sia qualcuno che "sappia quello che è bene per gli altri" ma che ci siano cittadini disposti a fare maggiore "spazio" a tutti in un mondo fatto di complessitá e non di risposte semplici o ritrovati scientifici o pseudoscientifici dell'ultima ora di cui si parla soprattutto ogni anno in questi giorni.
Capiamo come vivere insieme ad un bambino o un ragazzo autistico, mettiamo in discussione le nostre certezze, offriamo anche delle risposte ma che rispettino sempre il diritto di tutti ad essere delle persone libere.
Affidare a luoghi deputati alla cura e "riabilitazione" lontano da dove si vive e soprattutto chiusi, ha portato a catastrofi umanitarie quali la costruzione dei manicomi che pure, apparentemente, erano nati per curare ma che in realtá proteggevano psicologicamente la comunità normalizzata.
Si può dire allora, oggi, che memori della storia anche recente, si devono trovare nuovi modi di vivere insieme e che la comunitá tutta si deve attivare per questa finalità come una sorta di auto -cura?
Si, si é potuto dire anche ieri ancora una volta, in piazza, a voce alta.
Si è potuto documentare con un delicatissimo film, "La cittá adattabile" venerdì 1 aprile al cinema America Hall.
Sono felice, si felice è la parola giusta per un'operatrice come me che crede profondamente che il percorso avviato insieme ai familiari dei ragazzi autistici quotidianamente è quello giusto.
Buona domenica a tutti.
Luisa Russo

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Luogo di integrazione culturale autismo e dintori
Responsabile: Dott.ssa Luisa Russo
Centro Unico Aziendale per la salute mentale in età evolutiva - Asl NA1
Tel. 081.2549854-53

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