αὐτός di Gianluca Patti - αὐτός

Vai ai contenuti

Coscienza, Conoscenza, Consapevolezza

αὐτός
Pubblicato da in αὐτός · 5 Dicembre 2016
“Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non a comprenderla.”
(
Confucio)

Mi sono sempre chiesto se la condivisione di un ideale umanitario a la  conseguente partecipazione alla realizzazione dello stesso presupponga  in realtà una concreta condizione di conoscenza.
Osservando il procedere storico della società nel relazionarsi con una o  più tematiche demo-etno-antropologiche intravedo un agire alimentato da  una legge morale di appartenenza alla vita, chiaramente percepita per  natura, ma volutamente applicata per un senso etico riconducibile più ad  un sentimento di coscienza che di profonda Consapevolezza.
In merito all’autismo sono molte oggi le campagne di sensibilizzazione  proposte e messe in atto a livello sociale, dalla giornata mondiale  ricorrente ogni 2 aprile, alle costanti attività dedicate all’inclusione  e all’informazione organizzate dalle varie onlus e no profit operanti  sul territorio nazionale. Eppure nonostante l’argomento sia considerato  realtà attualissima continua ad approdare all’immaginario collettivo  come una dimensione noumenica ed intangibile.
Di fatto resta ancora materia profondamente complessa e spesso dolorosa,  comunque non facilmente comprensibile a livello sociale senza un  vissuto empirico che ne favorisca l’esperienza diretta. Una condizione  che produce sul piano sociale una conoscenza esclusivamente speculativa,  quasi puramente teoretica del tema, alterata e contaminata da luoghi  comuni, convenzioni e fobie.
Appare forte alla luce di queste considerazioni la divergenza tra il concetto di coscienza e quello di consapevolezza.
La prima è riconducibile alla necessità di custodire un essenziale senso  di libertà derivante dalla possibilità di una scelta morale che si  traduce più specificatamente in una condizione percettiva di dovere  etico (“La libertà è la ratio essendi della legge morale, ma la legge  morale è la ratio cognoscendi della libertà” afferma Kant nella “Critica  della ragion pratica”).
La seconda è raggiungibile solo attraverso l’esperienza diretta degli  eventi, favorita da una conoscenza non acquisita, ma maturata in seguito  ad un’osservazione tangibile ed individuale della realtà. Se ne deduce  che la Consapevolezza non implica la necessità di una scelta morale  perché rappresenta una condizione di fatto che esula dal pensiero. È uno  stato dell’essere che trova realizzazione solo nell’esperienza e nella  conoscenza.
Ecco perché è fondamentale imparare fin da bambini ad avvicinarsi in  maniera del tutto naturale alla disabilità, senza la necessità di un  senso morale derivante esclusivamente da sentimenti di auto-imposto  umanitarismo e filantropica coscienza, che rappresentano valori nobili  ed imprescindibili purché  vissuti con spontaneità e piena naturalezza  etica .
Una possibilità che trova applicazione attribuendo all’idea di  inclusione una dimensione bivalente: L’opportunità  di “sperimentare” la  diversità  fino ad immedesimarsi in essa, diventando un’unica identità  sociale attraverso cui l’inclusione, nella qualità di opera salvifica  della neurodiversità, assume contestualmente  la funzione di   rivoluzione culturale, di salvezza sociale e di crescita individuale.

Gianluca Patti



Noi, anime semplici e sinestetiche, che contestiamo l'involuzione delle convenzioni sociali, ingiustamente assolte da un dissacrante principio di inviolabile normalità dell'essere; noi che riconosciamo la perfezione dell'equilibrio universale nella compartecipazione esistenziale di ogni possibile diversità; noi, trasparenti e muti, ma silenziosamente estatici e mai infelici, non identifichiamo nelle parole il senso del nostro vissuto, ma ci affidiamo a purissimi silenzi e ricercata serenità, dove ogni suono può diventare colore, ogni colore mutare in voce ed ogni visione condurre lo sguardo verso molteplici possibilità percettive tra le infinite prospettive del vivere e dell'osservare.
L'autismo non ha confini, ma orizzonti infiniti; e non ha pareti, se non quelle che l'ignoranza della società sceglie di edificare. (Gianluca Patti)
Torna ai contenuti