αὐτός di Gianluca Patti - αὐτός

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Il senso della vita

αὐτός
Pubblicato da in αὐτός · 11 Aprile 2016
Ricorre spesso in questi giorni, nel fluire lento o accellerato dei dialoghi elettronici tra noi genitori, testimoni eletti dell’autismo, il tema della felicità, come matrice suprema di ogni appagamento esistenziale.
C’è un percorso obbligato che ogni singola coscienza è invitata a percorrere nell’alternarsi delle tappe della vita per giungere alla consapevolezza di ciò che dà un senso universale al respiro del mondo.
La percezione di questo cammino è opera individuale, si nutre di esperienza, conoscenza e modulazione intellettiva ed emozionale. Non ci sono traguardi definiti, ma solo percorsi soggettivi che hanno l’illusione di poter condurre verso un epilogo universale, verso traboccanti verità oggettive.
Ad un genitore di un bambino con autismo non è concesso di percorrere nel tempo le tappe introspettive di questo viaggio esistenziale. Deve necessariamente andare oltre. Deve acquisire immediata consapevolezza genitoriale, liberarsi da ogni limite filtrante imposto dai modelli culturali, teologici e sociali che hanno strutturato la propria personalità e la propria dimensione cognitiva nel trascorrere della vita.
L’istante della diagnosi diviene attimo eterno. Ogni cosa si ferma, tutto si rivaluta.
Si riparte da zero, ma su sentieri differenti e con tempistiche accellerate. E’ una corsa contro il tempo.
E’ necessario salvare se stessi dal dolore, trovare la forza per inventarsi una nuova vita e rinnovate possibilità e contestualmente cercare di risvegliare la coscienza universale, di modificarne i valori umani ed antropologici.
Per noi, ombre sociali, portatori eterni di silenzio, l’altrui cultura dell’alterità diviene paradigma di salvezza ed il senso del tutto ricade sfinito in un abisso di speranza che proietta e modella sulle pareti del futuro immagini troppo sfocate e sbiadite per distinguerne i contorni nell’incertezza del presente.
Cos’è, dunque, la felicità per un genitore di una persona con autismo?
E’ rinascita individuale.
E’ pura opera di umanizzazione e riscatto universale.
E’ l’ardire sfrontato di voler cambiare il mondo…

Gianluca Patti



Noi, anime semplici e sinestetiche, che contestiamo l'involuzione delle convenzioni sociali, ingiustamente assolte da un dissacrante principio di inviolabile normalità dell'essere; noi che riconosciamo la perfezione dell'equilibrio universale nella compartecipazione esistenziale di ogni possibile diversità; noi, trasparenti e muti, ma silenziosamente estatici e mai infelici, non identifichiamo nelle parole il senso del nostro vissuto, ma ci affidiamo a purissimi silenzi e ricercata serenità, dove ogni suono può diventare colore, ogni colore mutare in voce ed ogni visione condurre lo sguardo verso molteplici possibilità percettive tra le infinite prospettive del vivere e dell'osservare.
L'autismo non ha confini, ma orizzonti infiniti; e non ha pareti, se non quelle che l'ignoranza della società sceglie di edificare. (Gianluca Patti)
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