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Un difficile navigare

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Pubblicato da in αὐτός · 29 Novembre 2015
Un genitore di un bimbo autistico sa  che ci sono momenti, quelli meno buoni, in cui ci si sente schiacciati  da una pensante malinconia, come un vecchio marinaio stanco che troppo  lungamente ha navigato in oceani immensi, colmi di teorie scientifiche, vane speranze, vortici di finto moralismo e speculazione economica,  angoscia, paura, speranza, rassegnazione e senso di isolamento e solitudine.
Eppure, nonostante la  consapevolezza che in queste acque sconosciute non può esistere terra ferma alcuna, ma solo tempeste silenziose, si impara che è fondamentale restare svegli e non perdere mai di vista l'orizzonte. Perchè in questo mare è fin troppo facile smarrire la rotta volgendo lo sguardo altrove. Ed allora può capitare di guardare troppo in alto e  perdersi  tra i miraggi accecanti del cielo o troppo in basso e  rischiare di annegare nella profondità degli abissi più bui.
Bisogna imparare a restare vigili in questo difficile navigare.
E' necessario conservare un grande equilibrio per poter restituire all’autismo il giusto rispetto attraverso verità e concretezza svuotandolo di quell'ipocrisia menzognera con la quale per illusione, per interesse è stato troppo a lungo alimentato.
Si deve amare di un amore limpido, privo di qualsivoglia aspettativa, rispettoso di ogni individualità, ed incentrato esclusivamente sulla felicità e sulla serenità presente e futura dei propri figli, che in fondo, soprattutto per gli autistici, è rappresentata dalla continuità di semplici gesti quotidiani e piccoli traguardi che solo noi genitori  siamo in grado di garantire.
Un amore a cui ogni bambino ha pieno diritto!

Gianluca Patti


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