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Un fiume scorre in te

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Pubblicato da in αὐτός · 17 Gennaio 2016
C’è un brano che amo ascoltare di frequente, scritto da Yiruma, un compositore sudcoreano, tra i pianisti contemporanei che seguo con maggiore interesse. La canzone si intitola “River flows in you”. Letteralmente: Un fiume scorre in te
Un titolo il cui significato, mi conduce inevitabilmente al pensiero di mio figlio ed alla dissolvenza, forse illusoria, dell’enigmatico gioco di silenzi ed apparente follia a cui la vita ci ha destinato.
Per un genitore di un bambino con autismo i momenti di gruppo, in occasioni di feste o eventi simili, possono rappresentare spesso motivo di ansia e preoccupazione a causa dei sovraccarichi sensoriali sofferti dai propri figli, in grado di scatenare profonde “diafonie dimensionali”.
Una sorta di corto circuito emozionale che costringe coloro che lo subiscono ad una immediata ricerca e ri-acquisizione della propria consonanza percettiva.
Un sasso gettato nell’immota serenità di acque silenziose, che rompe d’improvviso quella silente immutabilità con onde e cerchi concentrici che possono espandersi all’infinito, senza controllo.
Spesso i limiti comunicativi dei nostri bambini, soprattutto quando sfociano nel mutismo più totale, creano in noi l’idea di un lago addormentato che in qualche modo deve essere sollecitato per poter partecipare alla vita che attorno esplode superba e spavalda in mille forme e rumori.
Ma più mi immergo nel silenzio di mio figlio più mi convinco che in realtà quel lago apparente è un fiume in piena che scorre tra rapide e cascate, avvolto da argini invalicabili.
E quando cerchiamo di rompere questi argini non creiamo altro che disastrose inondazioni.
Forse il segreto per arrivare al mare è deviarne lentamente il percorso con un minuzioso  gioco di equilibri, facendo attenzione, nel contempo, al paesaggio che, attorno a noi, muta di continuo .
Lasciamo, con serenità, che il fiume scorra e che il paesaggio circostante cambi forma, ma cerchiamo di non distogliere mai lo sguardo dal mare.
In fondo non è l’essenza che va modificata ma solo la traiettoria.
L’oceano è molto più vicino di quanto immaginiamo, ne sono sicuro...

Gianluca Patti


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