αὐτός di Gianluca Patti - αὐτός

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Una normale diversità

αὐτός
Pubblicato da in αὐτός · 19 Settembre 2016
Spesso il dolore ci obbliga a confondere il senso delle avversità con gli effetti che esse producono sulla nostra esistenza.
Al di là delle molteplici difficoltà che determina, mi domando spesso  cosa sia l’autismo e cosa rappresenti nella vita di chi lo vive e ne  subisce le conseguenze.
Non saprei darne una precisa definizione e non credo sia possibile  formularne una, poichè l’autismo può essere davvero un’infinità di cose.
Ma di certo so bene cosa non è. Non è  elemento separato dal mondo, e più specificatamente dal sociale.
Nella dimensione strettamente individuale rappresenta una realtà  complicata e delicata del nostro vissuto che quasi mai amiamo raccontare  sommessamente, ma che d’improvviso sa esplodere con fragore, gridata al  mondo con rabbia e risolutezza nell’opera instancabile delle nostre  rivendicazioni.
La verità, però, è che l’autismo non va mai rinnegato, piuttosto va  celebrato in quanto parte delle innumerevoli espressioni della vita.
Si è  sempre ritenuto che il concetto di disabilità possa svanire solo  nell’istante in cui muore l’idea stessa di diversità, o meglio di non  accettazione delle diversità. Nulla di più  sbagliato. Ciò che deve  essere rinnegata è, al contrario, l’illusione che possa  esistere un  modello di normalità che separa e divide dalla propria totalità tutto  ciò che si discosta dai  parametri di uniformità che esso stesso  arbitrariamente stabilisce ed impone.
E’ fondamentale riacquistare la consapevolezza che se proprio deve  ritenersi credibile ed accettabile una condizione universale di  normalità, questa è costituita, invero, dalla coesistenza e dalla  condivisione delle molte diversità possibili. Solo in tal senso l’idea  di disabilità smette di esistere, scompare, semplicemente non è più,  poichè privata di ogni possibilità di confronto disgiunto che la rende  realtà distorta e diversificata.
Quindi, piuttosto che adoperarci affinché la diversità venga accettata  ed inclusa in modelli sociali precostituiti, cerchiamo di educare il  mondo alla non uniformità, come condizione naturale nel processo di  evoluzione della vita.

Gianluca Patti



Noi, anime semplici e sinestetiche, che contestiamo l'involuzione delle convenzioni sociali, ingiustamente assolte da un dissacrante principio di inviolabile normalità dell'essere; noi che riconosciamo la perfezione dell'equilibrio universale nella compartecipazione esistenziale di ogni possibile diversità; noi, trasparenti e muti, ma silenziosamente estatici e mai infelici, non identifichiamo nelle parole il senso del nostro vissuto, ma ci affidiamo a purissimi silenzi e ricercata serenità, dove ogni suono può diventare colore, ogni colore mutare in voce ed ogni visione condurre lo sguardo verso molteplici possibilità percettive tra le infinite prospettive del vivere e dell'osservare.
L'autismo non ha confini, ma orizzonti infiniti; e non ha pareti, se non quelle che l'ignoranza della società sceglie di edificare. (Gianluca Patti)
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