Mese: giugno 2016

Autonomia

“La libertà vera non è fare quello che ci pare, ma vivere come creature libere dalla paura.”
(Susanna Tamaro)
Una singolare corrispondenza accomuna il senso di due parole che, pur coesistendo su piani diametralmente opposti in termini di effetti e di intenti, quasi ad annullarsi l’una con l’altra, conservano incredibilmente la stessa origine semantica.
“Autismo”: disordine neurologico che compromette le capacità di comunicazione ed interazione sociale;
“Autonomia”: strumento indispensabile di indipendenza oltre i limiti della disabilità.
Entrambe trovano origine dal greco αὐτός , “stesso”.
La prima per evidenziare una forma di chiusura atipica nei confronti del mondo esterno; la seconda intesa come la facoltà e la piena capacità di governare se stessi.
In entrambe “l’altro” apparentemente scompare. Resta soltanto l’individuo come entità unica ed indissolubile.
L’autismo è un percorso verso il sé privo di scelte consapevoli e di possibilità che conducono all’altro. Quando manca l’opportunità di scegliere in merito alla propria vita, si diventa inevitabilmente prigionieri del proprio universo esistenziale. In tal caso l’individualità intesa come diritto alla manifestazione della propria natura trova ostacolo nell’incapacità di muoversi in maniera libera e funzionale all’interno di qualsiasi contesto sociale.
In questa realtà limitante risulta necessaria la capacità di essere autonomi, di governare se stessi in funzione del mondo esterno.
Modificare la società in realtà che si adatti e si trasformi in considerazione dell'”altro”, sia in termini culturali che istituzionali, rende realizzabile questa possibilità. Consente al diversamente abile di tornare ad essere individuo libero ed indipendente.
Ecco perché i percorsi di autonomia devono viaggiare sempre su una strada a doppio senso. Una persona con autismo va istruita in merito alle leggi del vivere comune, ma il suo cammino deve incontrare comunque percorsi ampiamente favorevoli.
Un abbraccio in cui l’altro scompare non più perché entità dissociata dal sé, ma perché ne diviene parte indissolubile; ed in cui l’individuo incontra l’altro senza mai perdere sé stesso.
Solo così la paura lascia la strada alla consapevolezza e la diversità muta in alterità.
Solo così è davvero possibile diventare individui liberi.
I percorsi di autonomia, soprattutto nell’autismo, sono ormai considerati l’unica strada possibile per consentire di cambiare la disabilità in libertà, che è sempre e comunque libertà comune, libertà sociale, libertà di tutti.
Libertà di vivere. Libertà di crescere. Libertà di essere. Senza più paura.

G.Patti

 

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