Mese: agosto 2016

I giorni di Arpocrate

Quanto può essere lungo un giorno? Ne misuriamo l’avanzare con il metro del tempo senza accorgerci che il respiro di ogni singolo attimo che attraversa la ciclicità del nostro esistere nasconde in se l’alternanza di ritmi incerti e impercettibili che scandiscono e mutano il passo della vita.
Vivendo accanto ad una persona con autismo si impara presto a considerare il peso dell’attesa che divide il giorno dalla notte e la notte dal giorno percorrendo diverse dimensioni sensoriali, intense, complesse, colorate di ombra e di mistero;  spesso anche di dolore.
Il silenzio è parte essenziale di questo universo percettivo, ne scandisce inesorabilmente il procedere con passo trasparente ed irregolare, modificando il senso di ogni cercare.
Un bambino che non possiede capacità verbali, che è privo del linguaggio vocale è perfettamente in grado di sviluppare qualità comunicative molto più profonde e complete ed di condividerle pienamente con chiunque sia disposto a viaggiare assieme a lui sulle stesse frequenze silenziose.
Il silenzio è eternità per definizione, è spazio siderale nella dimensione comunicativa che separa ed unisce le esistenze.  E’ l’altrove dove prosegue il senso di ogni parola che termina sull’ultimo respiro della voce. E’ la possibilità istintiva di ascoltare la realtà prima di qualsiasi altra abilità percettiva.
Ciò perchè la vita è perfetto equilibrio e inviolabile evoluzione. Se sottrae, necessariamente dona.
Con il sorriso e gli sguardi muti di mio figlio proseguono i miei giorni senza tempo, con la consapevolezza che la vita restituisce valore solo al vivere presente, oltre il quale esiste solo un nulla consumato o mai avverato.
Sono piccoli attimi, leggeri, inafferrabili, in cui per un istante posso osservare il centro di me stesso attraverso i suoi sguardi brevi.
Il suo silenzio è per me nettare di vita, equilibrio ed opportunità. Purezza e perfezione.
Semplicemente amore.

G.Patti

 

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Onde

Era un mare fermo la mia vita.
Vastità di orizzonti identici e di concentrici silenzi
Tu hai portato onde e vento in queste acque immote
Ora grazie a te sono divenire
Instancabile fluire oltre l’infinito..

(a mio figlio)
G.Patti

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