BlogAutismo - I Colori del Silenzio

La molteplice unicità dell’attesa

C’è un frammento di Consapevolezza che attraversa continuamente le nostre vite, ma che quasi mai raggiunge le nostre coscienze. E’ la percezione del confine che si pone tra il nostro sentire ed il vissuto oggettivo che ci travolge.
Questo confine è ancora più vasto e distante nella vita di un genitore che ha conosciuto il senso vago ed impenetrabile dell’autismo.
Procediamo avidamente su strade incerte saccheggiando verità presunte che non ci appartengono, con l’illusione di poter fuggire da desideri e possibilità. Sono orizzonti oscuri, sponde distanti ed opposte, che ci spingono verso dimensioni epistemologiche che promettono verità e restituiscono solo attese.
Ma è proprio nel tempo dell’attesa che riaffiora il nostro sentire, quando gli occhi dei nostri figli restituiscono certezze nell’istante in cui la scienza non offre che vaghe speranze.
La certezza di uno sguardo, spesso fugace, ma che è verità costante, che rende consapevoli di un amore così immenso che è esso stesso cura e guarigione. Guarigione dalla paura e dall’incertezza.
Un Amore che ci permette di osservare il senso del male dalla giusta direzione, donandoci il privilegio di un orizzonte nuovo, oltre il quale è possibile comprendere che ciò va curato e riabilitato è l’ardire sfrontato e sacrilego del mondo, che ostenta consapevolezza artefatta ed ingannevole, senza coscienza, morale, né intelletto alcuno.
Mentre ciò che va protetto e celebrato è sempre la meravigliosa unicità dei nostri figli.
Tuttavia cerchiamo strade e soluzioni da modellare sul nostro vissuto perché il futuro ci spaventa e soprattutto la certezza che non esiste guarigione, non dall’autismo, ma dalla patologica involuzione dell’umanità, materia morta nel fluire emotivo della vita.
Nel processo di ricerca affidato alla scienza il tempo diviene elemento costante, cadenzato, che apre le porte all’attesa, alle considerazioni, alle rinunce, alle possibilità tentate e contemplate, alle diatribe ed alle convergenze.
Diversamente, per noi che attraversiamo gli istanti con il futuro tra le mani, il susseguirsi dei giorni rappresenta sostanza concreta di appartenenza alla vita, e la velocità del suo fluire non ci concede alcun privilegio di scelta, di considerazione e di giudizio da affidare alla serenità del presente.
Così i nostri percorsi d’affanno convergono in scelte multidirezionali che pur offrendo possibilità distanti e divergenti, promettono mete ed intenti comuni. Un “logos eracliteo” dove la verità non va cercata e ricercata né in una direzione, né in un’altra, e neppure a metà strada, ma in una molteplicità che è apparente diversità in superficie e perfetta armonia in profondità.
Ed invero quando non esistono certezze non restano che possibilità…
Un nettare di speranza da cui difficilmente riusciamo a separarci, nonostante alle nostre vite sia toccato il rassicurante privilegio di incontrare una scienza che sa comprendere ed osservare, capace di decifrare e di scandire il nostro tempo, di attraversare fiduciosa gli orizzonti del tempo presente, accompagnandoci sempre più serenamente verso il futuro.

G.Patti

 

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