I Colori del Silenzio…

Nell’ottobre del 2012 ho iniziato un viaggio inaspettato, un cammino senza voce, fatto di sorrisi e di silenzi, di sguardi profondi e sfuggenti, che in un solo istante sanno raccontare l’universo intero.
Ho scoperto, così, che al di là delle parole esiste un mondo di emozioni complicate, invisibili, trasparenti, eppure tanto grandi e vere da scuotere l’anima fino alle radici più profonde della vita.
Questo mondo parallelo si chiama Autismo, una parola che evoca silenzio, chiusura, angoscia, ma che in profondità può raccontare un altrove da inverare, una dimensione tanto complessa di cui nessuna scienza è riuscita a tracciarne i confini.
Per tanti mesi ho cercato affannosamente risposte impossibili concentrandomi su schemi e definizioni, cercando di orientarmi in quel deserto di solitudine apparente dove forme e geometrie della mente elaborano prevedibili ed inviolabili teoremi percettivi.
Poi, con il tempo, ho capito che le risposte che cercavo potevo trovarle solo guardando da un’altra prospettiva, scavalcando il ponte delle parole e sfidando il profondo abisso di silenzio che aveva la pretesa di separarmi da mio figlio. Ho scoperto che esistono sentieri paralleli e linguaggi senza voce che possono condividere frequenze e percezioni di universi distanti anni luce, fino al punto da confonderne il respiro.
Ho compreso che se l’autismo è un mistero che non può essere svelato, allora deve essere semplicemente vissuto, con la stessa passione, forza e vitalità che ogni giorno leggo negli occhi del mio bambino.
Così ho preso la sua mano e con serenità mi sono lasciato guidare tra gli infiniti colori del suo silenzio.
Con il tempo ho imparato ad ascoltare il linguaggio oltre le parole, cercando di scoprine il valore, di attribuirgli un’identità, un colore.
Il silenzio quasi sempre viene concettualmente dipinto come assenza di qualsiasi elemento percettivo, una dimensione sensoriale sterile, che assume valenza positiva negativa a seconda del proprio equilibrio emotivo. Può essere inteso come sinonimo di pace e di serenità ma anche  di solitudine ed assenza.
Qual’è allora il “colore del silenzio”? Paradossalmente mi piace immaginare il Silenzio come un’esplosione di colori che trovano luce nell’intento comunicativo, non necessariamente manifestato e condiviso attraverso modalità espressive neurotipiche.
Ho pensato allora di creare un diario e di “colorare” le sue pagine con l’arcobaleno di parole silenziose che ho imparato a scorgere negli occhi  di mio figlio, di dipingerle con “colori” che in realtà non mi appartengono direttamente, ma che ho solo preso in prestito dal mondo incantato del mio bambino.
BlogAutismo è un piccolo spazio sul quale ho deciso di annotare pensieri e riflessioni che in qualche modo cercano di raccontare l’oceano di colori e di silenzi in cui per caso sono naufragato; una tela sulla quale dipingere le sottili ed infinite sfumature di questa complicata e bizzarra dimensione, per condividerle con coloro che vivono al di là dell’orizzonte e che, con cuoriosità, vogliono affacciarsi in queste acque silenziose per scorgerne i confini e percepirne l’essenza; e con chi si trova perso, come me, a navigare tra le labirintiche onde di questo mare sconosciuto ed ogni tanto avverte la necessità di sentirsi un po’ meno solo.

Gianluca Patti