Un fondamentale paradosso emozionale

Una frase tratta da un libro di Gianluca Nicoletti recita: “dobbiamo restare arrabbiati ma sereni”.
Da genitore di un bambino con autismo mi rendo conto che entrambi questi sentimenti coesistono, ma su due piani distinti e soprattutto su dimensioni di concretezza diametralmente opposte.
La rabbia è emozione vera, reale, radicata, rappresenta la mancata  accettazione di una circostanza che non deriva da nessuna scelta  personale, che non è frutto di alcuna conseguenza di qualsivoglia azione  consapevole o inconsapevole maturata nel corso della propria esistenza.  Ti è piovuta addosso senza alcun motivo apparente, come il risultato  casuale di un sorteggio universale.
Una  casualità ancor più spietata poiché ti si pone di fronte come una  maschera senza volto e senza origini, di cui la scienza non conosce  essenza ne risoluzione. Un labirinto silenzioso, senza via di uscita,  che ti costringerà a confrontarti costantemente con l’altro volto del  mondo, quello della neurotipicità, che, tra grovigli burocratici e  carestie etiche ed intellettive, rappresenterà per tuo figlio quasi  sempre un ostacolo piuttosto che un veicolo di supporto verso  un’opportunità di inclusione ed adattamento sociale.
Su un diverso piano dimensionale coesiste un’emozione più artificiale che, per motivi di sopravvivenza, in qualche modo devi importi di possedere.  La serenità è il motore che ti consente di proseguire con lucidità e  perseveranza in un percorso di vita che necessariamente deve essere costituito da tappe e conquiste, quasi sempre così infinitesimali da perdersi nella banale reiterazione della rigida routine quotidiana che  caratterizza la vita di un autistico e dei propri famigliari.
Una  serenità imposta che, qualvolta, ha la pretesa o l’ardire di tramutarsi  in speranza, quando l’incertezza del futuro si sovrappone alla  consapevolezza del presente, ma tuttavia necessaria per consentirti di  mantenere uno sguardo oggettivo e limpido sul mondo, oltre i confini sia della neurotipicità, che della disabilità.
E’  fondamentale dunque “restare arrabbiati ma sereni”, viaggiare su binari  distinti e distanti, ma paralleli, verso un’unica direzione, oltre il  paradosso di una naturale dicotomia emozionale.
Un disequilibrio che nel contempo diventa equilibrio.
Solo  così, forse, può essere possibile canalizzare questa energia silenziosa  ma fattiva e divenire parte operante e costruttiva nella difficile  evoluzione e precarietà dell’universo sociale, dove la disabilità potrà,  dunque, rappresentare una opportunità ed una diversa possibilità e non  più una diversità limitante.

G.Patti

 

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Vivere di silenzi

Vorrei imparare a vivere solo di silenzi
Respirarne l’essenza muta ed invisibile

Sentirli scivolare fin dentro l’anima crescere come cerchi d’acqua
fino a diventare il centro di tutta la mia esistenza

Vorrei essere vento sul mare
per abbracciare i tuoi pensieri trasparenti e liberi
e lasciarmi bagnare dalle onde travolgenti delle tue parole mai dette

Vorrei raccontarti del mondo e della vita
e dei giorni che si posano sempre più pesanti
sul mio cammino e dentro il mio cuore stanco

E invece io e te viviamo solo di sguardi, di abbracci e di sorrisi

E nessuno immagina il fiume di parole e di amore
che vive e che scorre in questi piccoli gesti
immensi e silenziosi…

G.Patti

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Una diversa prospettiva

Un bambino autistico non conosce confronto, nè competizione.
Vive nel silenzio.
Ascolta  le voci della vita da una prospettiva diversa, osservando il mondo in  senso opposto, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Si concentra sui particolari più invisibili delle cose, guarda la vita con i  propri occhi e mai con gli occhi degli altri.
Il  bambino autistico vive ”qui e ora”, assapora il momento, segue il  proprio cuore, il proprio istinto e i propri pensieri. E’ prigioniero  del proprio mondo ma allo stesso tempo è un angelo il cui cielo non  conosce confini.
Eppure a modo  suo sa condividere moltissimo. Vuole condividere. E quando condivide,  condivide davvero! Sa insegnarti il valore del silenzio e della spontaneità, la sincerità di uno sguardo e di un sorriso, la forza e la  passione di un abbraccio.
Non ha  consapevolezza degli schemi sociali, ma a differenza di molte persone ha  grande consapevolezza del proprio universo percettivo. Abbiamo molto da  imparare sul piano umano dalla disabilità e da tutto ciò che  consideriamo diverso e atipico. Vivere accanto ad una persona che ha un  modo diverso di percepire e di sentire la vita può essere difficile,  sicuramente impegnativo e spesso anche doloroso, ma con la giusta  intelligenza e moltissima sensibilità può rappresentare una grande  opportunità per riscoprire aspetti della vita, dell’esistenza, del mondo  e soprattutto di se stessi che, assuefatti dal male comune  dell’universo sociale, abbiamo oramai dimenticato.

G.Patti

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Un difficile navigare

Un genitore di un bimbo autistico sa  che ci sono momenti, quelli meno buoni, in cui ci si sente schiacciati  da una pensante malinconia, come un vecchio marinaio stanco che troppo  lungamente ha navigato in oceani immensi, colmi di teorie scientifiche, vane speranze, vortici di finto moralismo e speculazione economica,  angoscia, paura, speranza, rassegnazione e senso di isolamento e solitudine.
Eppure, nonostante la  consapevolezza che in queste acque sconosciute non può esistere terra ferma alcuna, ma solo tempeste silenziose, si impara che è fondamentale restare svegli e non perdere mai di vista l’orizzonte. Perchè in questo mare è fin troppo facile smarrire la rotta volgendo lo sguardo altrove. Ed allora può capitare di guardare troppo in alto e  perdersi  tra i miraggi accecanti del cielo o troppo in basso e  rischiare di annegare nella profondità degli abissi più bui.
Bisogna imparare a restare vigili in questo difficile navigare.
E’ necessario conservare un grande equilibrio per poter restituire all’autismo il giusto rispetto attraverso verità e concretezza svuotandolo di quell’ipocrisia menzognera con la quale per illusione, per interesse è stato troppo a lungo alimentato.
Si deve amare di un amore limpido, privo di qualsivoglia aspettativa, rispettoso di ogni individualità, ed incentrato esclusivamente sulla felicità e sulla serenità presente e futura dei propri figli, che in fondo, soprattutto per gli autistici, è rappresentata dalla continuità di semplici gesti quotidiani e piccoli traguardi che solo noi genitori  siamo in grado di garantire.
Un amore a cui ogni bambino, neurotipico o meno, ha pieno diritto!

G.Patti

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Amo ogni cosa di te…

Amo ogni cosa di te…
Amo i tuoi silenzi straripanti di vita
Amo le tue parole invisibili racchiuse nel palmo di una mano
Amo le tue risate così disarmanti che in un istante possono cancellare il più grande dei dolori e la più profonda delle paure
Amo i tuoi sguardi sempre sfuggenti, ma così intensi da attraversare l’Anima
Amo i tuoi abbracci che tolgono il respiro ed ogni mattina salutano l’alba regalandomi la forza per affrontare un nuovo giorno
Amo le tue piccole mani che giocano con le ombre e con il nulla, svelandomi dimensioni nascoste che il mio sguardo breve non potrà mai raggiungere
Amo le tue corse folli ed improvvise verso mete invisibili
Amo la tua implacabile curiosità che ti permette di esplorare e di giocare con i particolari più nascosti della vita, così insignificanti per il resto del mondo, nei quali si nasconde invece l’essenza di ogni cosa
Amo la tua semplicità che mi insegna a celebrare il presente come se ogni istante si consumasse in un’eternità senza fine
Amo la tua spontaneità che ti consente di volare oltre la prigione delle convenzioni umane
Amo la tua trasparente sincerità che risponde alle sole leggi del cuore, permettendoti di amare e di soffrire con totale libertà
Amo osservarti quando immobile contempli per ore gli altri bambini giocare intorno a te ed il mondo che frenetico e rumoroso rincorre la vita, mentre dentro di te ad ogni istante nascono e muoiono mille e mille universi, cullati dal suono muto di un incomprensibile silenzio
Amo ogni cosa di te perché sei speciale
Il mio bimbo speciale…

G.Patti

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L’autismo è…

L’ autismo è silenzio ma non assenza di parole…

Un silenzio che è musica profonda
scritta sul pentagramma di un vuoto apparente

L’autismo è virtuosismo impossibile della mente

E’ la vita stessa che viaggia in senso opposto
verso il centro immobile di ogni pensiero fluente

L’autismo è uno scrigno che custodisce l’essenza dell’Anima e non la lascia uscire

E’ un arcobaleno invisibile, è sottile percezione
oltre le frequenze più complesse e irraggiungibili dell’esistenza

L’autismo è un enigmatico gioco di colori
al di là di ogni possibile equilibrio cromatico

E’ il totale paradosso del tempo e della Vita

E’ la contraddizione di tutte le leggi del mondo
che riposa silente in una muta ed irraggiungibile intelligenza

L’autismo è ordine e disordine, è unione e dicotomia, è armonia e disarmonia

E’ l’orizzonte degli eventi dove spazio e tempo  si confondono
fino a perdersi in un lontano e silente infinito

L’autismo è trasparente semplicità e limpida purezza soffocate dai rumori del mondo

L’autismo è una maschera bianca sul volto della Vita che nasconde i sorrisi più belli dell’Anima

G.Patti

 

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