Il significato della consapevolezza - Napoli per l'autismo

Napoli per l'autismo
Vai ai contenuti

04/04/2018
Il significato della consapevolezza

Il 2 aprile è stata la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
Rifletterei, ancora una volta, sul perché le Nazioni Unite hanno scelto di chiamarla così, consapevolezza.
Ma di chi?
È ovvio che ci si riferisce a tutta la “normotipicitá” che deve lavorare su se stessa per integrare ed includere chi ha un modo di essere e di percepire il mondo differente.
Si tratta di una rivoluzione copernicana cui, ancora oggi, non ci si sofferma abbastanza.
In poche parole viene chiesto a tutta la comunità di “adattarsi” a schemi operazionali differenti e qualche volta mettere in discussione i nostri non più efficaci.
Allora tutto il lavoro che dobbiamo fare con i bambini e i ragazzi autistici è operare per facilitare l’emersione di quanto molti di loro hanno già dentro; rispettarli quanto più possibile quando li vediamo in difficoltà, cogliere i messaggi che ci inviano anche se difficili per noi da decodificare.
Impegnarci a comprendere che le soluzioni che propongono sono degne di essere prese in considerazione da parte di tutti.
Allora quando, al contrario, leggo di intervento “intensivo e precoce” rivolto ai bambini mi chiedo se sia rispettato il senso della “consapevolezza” prima citata.
L’intervento intensivo e precoce porta in sé, al contrario, il concetto di malattia, di cura e di guarigione dell’individuo con una contraddizione di fatto.
Perchè, infatti, dovremmo avere “la consapevolezza” dell’Autismo se a curarsi, a modificarsi devono essere solo i bambini e i ragazzi autistici per assomigliare sempre più al prototipo normotipico (chissà quale  dei tanti, poi!) che abbiamo in testa?
I bambini ed i ragazzi autistici non devono “guarire” ma essere rispettati e sostenuti nei loro diritti di cittadinanza.
L’intervento “precoce ed intensivo” dal mio punto di vista deve allora essere rivolto a tutta la comunità accogliente, a partire dai genitori, dagli insegnanti, dagli operatori socio-sanitari che mettono in discussione, qualche volta, le proprie credenze, i propri valori e anche i propri desideri per fare un po’ di più spazio a ciò che non avevamo previsto e che, spesso, è fonte di disorientamento e preoccupazione.
Il Progetto Pass, da migliorare ancora, mi sembra che vada in questa direzione e la collaborazione di tutti, nessuno escluso diventa fondamentale nel percorso di “consapevolezza” che ci suggeriscono le Nazioni Unite!
Luisa Russo
Napoli per l'autismo - Social Club
Luogo di integrazione culturale autismo e dintori
Responsabile: Dott.ssa Luisa Russo
Centro Unico Aziendale per la salute mentale in età evolutiva - Asl NA1
Tel. 081.2549854-53

Grafica e web design: Gianluca Patti
Torna ai contenuti