Leggi e buona prassi - Napoli per l'autismo

Napoli per l'autismo
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12/05/2016
Leggi e buona prassi.
Con il nuovo governo regionale si parla ancora una volta di procedere, in tempi brevi, alla definizione di una legge in favore dei soggetti con autismo. Devo dire che é anche apprezzabile l'impegno a fare presto ma, in genere le proposte di legge pongono molto l'accento sull'organizzazione del lavoro di chi si occupa del problema e poco del reale miglioramento della vita dei soggetti autistici.
È' sempre previsto un osservatorio regionale, un centro di eccellenza, uno per la diagnosi precoce ma é ancora carente lo spazio dedicato al sostegno delle buone prassi.
Ritengo che bisognerebbe parlare e riflettere molto di piú su questo punto in un momento storico e culturale di grande cambiamento.
Intanto alcune prassi comuni stanno evolvendosi. Il concetto di "riabilitazione" si sta velocemente modificando e spero che ben presto lasci spazio a nuovi modi di definire le attività che proponiamo ai bambini ed ai ragazzi autistici: forma e sostanza vanno di pari passo.
Il termine "riabilitazione" é preso in prestito dalla medicina "fisica e riabilitativa" degli adulti e all'inizio si riferiva alle patologie motorie post-traumatiche o croniche.
Poi, come spesso é avvenuto per scarsa cultura del mondo e dei diritti dei minori, é stato esteso, impropriamente, anche alle problematiche presenti in questa fascia di etá e non solo motorie.
Si devono "riabilitare" i bambini autistici, down, quelli che non si comportano come ci aspettiamo e anche quelli che non scrivono e non leggono bene!
"Riabilitare", allora, in questi casi, vuol dire "normalizzare" cioé lasciare poco spazio all'osservazione ed allo studio evolutivo dei vari modi di essere al mondo, sempre in evoluzione, dando maggiore od esclusivo spazio a "rimettere le cose a posto" secondo un ordine piú tranquillizzante per la maggior parte della societá e soprattutto che non attacchi le certezze fondanti il nostro essere.
"Riabilitare" vuol dire anche luoghi giusti deputati a questo, centri ordinari o centri di eccellenza ma sempre caratterizzati dal l'esclusione nel tempo dei "diversi".
E se provassimo a dare sostegno e aiuto a tutti nei loro contesti di vita? Potrebbe essere questo un presupposto, una volta tanto, per una legge che si definisce "in loro favore"?
Potrebbero venire gli operatori specializzati nei luoghi dove vivono i soggetti che hanno difficoltá a casa o a scuola o aiutarli ad orientarsi ed autonomizzarsi nel loro quartiere?
Credo che una legge che vuole andare incontro ai diritti dei piú deboli non possa prescindere da questo presupposto; i tempi sono maturi, sempre piú genitori sono pronti a lavorare per l'autonomia e la libertá dei loro figli in un percorso di maggiore accettazione dei diversi modi di essere al mondo, chiedendo sostegno nei contesti naturali di vita. Non lasciamoli soli.....aggiungiamo in una legge, accanto a tutto quello giá previsto, utile per osservare, classificare, catalogare, sistematizzare anche la buona prassi territoriale che incide positivamente nell'organizzazione quotidiana della loro vita ed é realmente garante dei diritti di cittadinanza e di libertá dei piú deboli.
Luisa Russo
Napoli per l'autismo - Social Club
Luogo di integrazione culturale autismo e dintori
Responsabile: Dott.ssa Luisa Russo
Centro Unico Aziendale per la salute mentale in età evolutiva - Asl NA1
Tel. 081.2549854-53

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