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La Consapevolezza delle possibilità

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Pubblicato da Gianluca Patti in αὐτός · 26 Settembre 2019
Questo pomeriggio presso il “Social Club”, Luogo di integrazione culturale autismo e dintorni, gestito dal Centro Unico Aziendale per la Salute Mentale in età evolutiva, si renderà omaggio ai ragazzi con autismo che recentemente hanno conseguito il traguardo del Diploma.
Ma cosa si celebra esattamente?
Senza alcun dubbio la rievocazione di un diritto al sapere, ottenuto con merito ed attitudine individuale, ed esplicitamente riconosciuto sul piano istituzionale. Ma credo che il senso della commemorazione vada ben oltre gli aspetti formali della mera attestazione. Tra le dinamiche della propria evoluzione storica è utile ricordare che il diploma rappresentava, nell'antica Roma “un passaporto che veniva consegnato ad un messaggero o altro pubblico incaricato, affinché potesse ottenere prontamente ogni cosa necessaria al suo viaggio” (cit. etimo.it). Da questo significato emerge forte la sostanza metaforica del partire, dell’intraprendere un percorso che oltrepassa l’idea di percorrenza materiale ed evoca una rotta esistenziale, l’inizio di un tragitto che è vita nuova ed al tempo stesso testimone di mete vissute, sofferte e conquistate.
In particolare, nei ragazzi con autismo, o meglio che hanno un diverso modo di essere e di percepire il mondo”, il senso del proseguire emerge con maggior vigore, simbolo di un impegno che rappresenta la necessità e la forza di proclamare al mondo il proprio diritto di essere altro e, contestualmente, parte di un’esistenza comune e di un idem sentire che è esigenza sociale di condividere e di appartenere.
Il conseguimento del diploma nella dimensione autistica è, dunque, molto più di un riconoscimento culturale, è testimonianza reale di un vissuto complesso, faticoso e spesso estenuante, poiché prima di rappresentare una conquista del sapere è il segno consistente di un impegno per la conquista del vivere sociale.
Ma è altresì un cammino che sempre più frequentemente ci racconta di traguardi raggiunti, di Consapevolezza esistenziale e di rinnovata alterità. Di ciò un esempio concreto è il Progetto “PASS”  (Progetto di adozione scolastica e sociale) che è riuscito a promuovere l’attività di inclusione attraverso la compartecipazione attiva e fattiva di tutto il tessuto sociale di appartenenza, favorendo l’inizio di una profonda evoluzione e rielaborazione culturale delle differenze.
Sulla base di queste esperienze è sempre più possibile pensare ad un mondo che consenta ai nostri ragazzi di proseguire il proprio “viaggio” serenamente, liberi dal rischio di incrociare confini culturali e frontiere ideologiche, e che li aiuti a sentirsi parte concreta di una società solida e funzionale, che ha imparato a valorizzare la diversità e, dunque, a "prendersi cura" di qualsiasi differenza configurabile sul piano dell'esistenza.
A mio avviso ciò che si celebra oggi è soprattutto la Consapevolezza. La Consapevolezza delle possibilità.  

Gianluca Patti



Noi, anime semplici e sinestetiche, che contestiamo l'involuzione delle convenzioni sociali, ingiustamente assolte da un dissacrante principio di inviolabile normalità dell'essere; noi che riconosciamo la perfezione dell'equilibrio universale nella compartecipazione esistenziale di ogni possibile diversità; noi, trasparenti e muti, ma silenziosamente estatici e mai infelici, non identifichiamo nelle parole il senso del nostro vissuto, ma ci affidiamo a purissimi silenzi e ricercata serenità, dove ogni suono può diventare colore, ogni colore mutare in voce ed ogni visione condurre lo sguardo verso molteplici possibilità percettive tra le infinite prospettive del vivere e dell'osservare.
L'autismo non ha confini, ma orizzonti infiniti; e non ha pareti, se non quelle che l'ignoranza della società sceglie di edificare. (Gianluca Patti)
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Gianluca Patti
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