αὐτός di Gianluca Patti - αὐτός

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Il valore muto del silenzio

αὐτός
Pubblicato da Gianluca Patti in αὐτός · 19 Marzo 2020
Come è possibile spiegare gli eventi di questi giorni ad un bambino con autismo non verbale? Come raccontargli del perché non è possibile uscire di casa, del motivo per cui tutte le attività regolarmente svolte fino a qualche giorno prima sono state da un momento all'altro sospese e il mondo sembra essersi improvvisamente fermato?
Ancora una volta entra in gioco il senso della prospettiva, la loro capacità di osservare le cose con sguardo differente.
Ho parlato con mio figlio, che in questo periodo mi ha chiesto insistentemente di uscire. Gli ho spiegato nella maniera più semplice ed autentica possibile la ragione che ci impedisce di farlo; lo abbiamo scritto, riletto e anche disegnato. Lui nel suo consueto silenzio sembrava non ascoltare, eppure so che in realtà ha recepito attentamente ogni parola, ogni singola pausa, intonazione e frequenza del mio parlare e di ciò che visivamente gli ho rappresentato. Ha solo tempi di elaborazione diversi, più profondi e complessi di quanto io riesca a comprendere. E  così, come sempre, ho atteso le giuste pause affinché potesse organizzare a suo modo i pensieri, nel rispetto di un silenzio che mi ha sempre restituito una forte e rara consapevolezza. Esistono linguaggi infiniti e prospettive diverse per dare forma e senso agli eventi  del mondo. Ma soprattutto tempi differenti per decodificarli.
Il silenzio non è mai un sintomo di non ascolto. Il silenzio di una persona con autismo è una fase importante e delicata di elaborazione, va profondamente celebrato, curato, nutrito e rispettato.
Gli autistici non vivono in un “mondo a parte”, hanno solo bisogno di intervalli cognitivi più estesi, poichè posseggono modalità altre di percepire, elaborare e sintetizzare la vita, riuscendo più di tanti ad arrivare al cuore pulsante delle cose.
È profondamente sbagliato pensare che una persona con autismo non sia "in grado di capire" specifiche dinamiche. Possiamo imparare molto dai nostri figli, soprattutto a valorizzare il silenzio, a nutrire le pause della vita e a concederci maggior tempo per riflettere meglio sulle circostanze che ci attraversano, offrendo al nostro sguardo orizzonti più lontani. Ma ancor di più a filtrare gli eventi per coglierne gli aspetti veri, concreti ed essenziali, in modo da restare sempre lucidi, trasparenti e centrati, nella consapevolezza dell'istante presente.

Gianluca Patti

"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima" (Fernando Pessoa)







Noi, anime semplici e sinestetiche, che contestiamo l'involuzione delle convenzioni sociali, ingiustamente assolte da un dissacrante principio di inviolabile normalità dell'essere; noi che riconosciamo la perfezione dell'equilibrio universale nella compartecipazione esistenziale di ogni possibile diversità; noi, trasparenti e muti, ma silenziosamente estatici e mai infelici, non identifichiamo nelle parole il senso del nostro vissuto, ma ci affidiamo a purissimi silenzi e ricercata serenità, dove ogni suono può diventare colore, ogni colore mutare in voce ed ogni visione condurre lo sguardo verso molteplici possibilità percettive tra le infinite prospettive del vivere e dell'osservare.
L'autismo non ha confini, ma orizzonti infiniti; e non ha pareti, se non quelle che l'ignoranza della società sceglie di edificare. (Gianluca Patti)
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Gianluca Patti
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