Chi deve modificarsi? - Napoli per l'autismo 2020

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18/04/2016
Chi deve modificarsi?
In una recente riunione con il gruppo dei genitori dei ragazzi autistici si è discusso sulla necessità di pensare all'autismo in maniera diversa. Non più pensando di "riabilitare" (che brutta parola!) chi ha delle caratteristiche differenti dalle nostre ma cercando un compromesso tra le varie esigenze in campo e, soprattutto garantendo i diritti di cittadinanza e di libertà a tutti.
Chi deve promuovere questo cambiamento culturale?
Alcuni di loro, la maggioranza, hanno sostenuto che devono essere le istituzioni, sanitá e scuola, a renderlo attuabile.
Io non sono d'accordo. Penso al contrario che debba essere la famiglia a proporlo ed a sensibilizzare le istituzioni o comunque insieme.
Dal momento in cui abbiamo avviato questo lavoro di costruzione di un altro modo di vedere la realtá, io, neuropsichiatra infantile e voi, genitori di bambini e ragazzi autistici, ho imparato molto dalle vostre esperienze di vita così diverse una dall'altra.
Ho imparato che l'istituzione non cambia da sola, ferma nelle sue certezze rassicuranti. Quello che cambia è il modo di affrontare il problema da parte di chi lo vive che produce un cambiamento nelle istituzioni!
Una volta il vissuto dei genitori, intercettato dalle istituzioni, ha portato a pensare all'autismo come ad una malattia da "riabilitare" in luoghi deputati a questo. Oggi la stessa istituzione, attraverso una sua operatrice quale io sono ma molti altri con me, ha messo in discussione questo modello, sollecitata dalle nuove realtá familiari che spingono molto forte per percorsi realmente inclusivi dei loro figli. In altre parole si é giunti insieme alla conclusione che per rispettare i diritti di tutti ma soprattutto dei più deboli, non si può separare la vita dalla cura.
Ecco allora che tutti dobbiamo modificarci per poter dare la possibilità a chi non usa i nostri stessi canali comunicativi e relazionali di poter vivere la sua vita tra gli altri ed usufruire di tutto ciò di cui ha bisogno nel suo contesto di vita.
L'esempio dei ragazzi del liceo "G.B.Alberti" che attraverso il progetto Pass (Progetto di adozione scolastica e sociale) ci stanno affiancando nel costruire percorsi di autonomia per i bambini e ragazzi autistici mostra che ciò é possibile nel rispetto delle diversitá riconosciute. Hanno coraggio questi ragazzi, lo stesso coraggio che manca spesso nei luoghi preposti: il coraggio di essere liberi di provare a comprendere e rispettare ragazzi che hanno modi di essere diversi dal loro senza pretendere di curarli ma prendendosene cura che é molto più difficile.
Luisa Russo
Napoli per l'autismo - Social Club
Luogo di integrazione culturale autismo e dintorni
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