La nascita del Social Club - Napoli per l'autismo 2020

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22/06/2016
La nascita del Social Club.
Che cos'è il "Social Club"?
Circa cinque anni fa, in due quartieri di Napoli, abbiamo cominciato a lavorare ad un progetto che mettesse in condizioni operatori sanitari e genitori di lavorare insieme per costruire percorsi di vita adattabili ai loro figli. Avevamo vissuto l'esperienza dei "centri di riabilitazione", chiusi e i percorsi "riabilitativi" offerti ai bambini ed ai ragazzi; in campania quest'esperienza, in totale assenza dei servizi di neuropsichiatria infantile, è stato l'unico riferimento per i genitori.
Quello che di negativo ha rappresentato tale modo di procedere era legato al concetto che c'era qualcuno "malato" da "riabilitare" e non uno sforzo da parte della società di modificarsi essa stessa per accogliere al meglio chi si comportava e si esprimeva in maniera diversa dalla maggioranza.
I fenomeni collusivi con le aspettative genitoriali di " guarigione" erano il fulcro su cui si è costruito il lavoro "riabilitativo" lontano da casa e dai luoghi di appartenenza del minore stesso.
Dopo molti anni di "terapie" così organizzate (indipendentemente dalle varie tecniche utilizzate e dai vari approcci scientifici) i risultati erano e sono tutt'oggi deludenti.
Abbiamo pensato che bisognava ricominciare da capo. Questa volta, però, non più chiusi nei rassicuranti luoghi di studio e di confronto con altri colleghi ed operatori ma insieme ai familiari.
Familiari che hanno accettato, affrontando e qualche volta superando le loro stesse difficoltà; hanno riflettuto sul fatto che i loro figli non sono malati nel senso classico della parola e che tocca a loro stessi fare un maggiore sforzo per comprenderli ed aiutarli ad esprimersi nella maniera più consona ai loro bisogni.
Il Social Club, allora, è un'idea prima che un progetto. Non è un caso che non ha ancora un nome specifico. E' l'idea che la comunità tutta si attivi di più per far sì che tutti i ragazzi possano usufruire di ciò di cui hanno bisogno proprio lì dove vivono; è l'idea di non chiedere più solo a loro di sopportare sacrifici per somigliare all'immagine che noi abbiamo di come dovrebbero essere.
IL Social Club è il luogo che non c'e, proprio come l'isola di Bennato.
Un luogo che si sta costruendo piano piano, giorno dopo giorno, con l'apporto di tutti. Il percorso intrapreso è già esso stesso fine perché ha messo in atto una spinta ad un cambiamento di ottica professionale e culturale di chi vi partecipa.
Mettersi in discussione per un genitore è molto difficile e provoca molta sofferenza; al contempo anche per gli operatori  non è stato semplice "lasciare i luoghi selettivi e separati di cura...e le tecniche nella cassetta degli attrezzi professionali".
Li ringrazio tutti, senza di loro e delle tante riunioni e riflessioni fatte insieme non saremmo giunti a tanto. In particolare la dott.ssa Maria Rosaria Romano, silenziosa ma efficiente e paziente professionista, una risorsa per tutti noi.
Ieri eravamo in molti al Social a condividere "l'idea" che proprio per questo si è materializzata in un luogo bello, lasciatemelo dire, accogliente, aperto a tutta la comunità, alla scuola, allo sport, ai commercianti di quartiere e a chiunque voglia lavorare per aumentare i diritti dei bambini e dei ragazzi autistici.
Tanti quanti?
C'era Lorenzo, poi Alessandra, Renato, Serena, Cristian, Giancarlo, Francesco, Giovanni, Costanza, Lorenzo piccolo, Leonardo, Alessandro, Roberto, Manuela, Antonio, Guadalupe, Benedetta (che in verità non è voluta entrare!), Lorenzo ancora, Michele, Carlo, Andrea, Simone, Gianluca....e tutti i loro genitori, familiari, amici e noi operatori che abbiamo imparato un po' di più ad ascoltare al posto di parlare e a saperci arricchire degli scambi emozionali... senza paura di essere per questo meno professionali.
Luisa Russo
Napoli per l'autismo - Social Club
Luogo di integrazione culturale autismo e dintorni
Responsabile: Dott.ssa Luisa Russo
Centro Unico Aziendale per la salute mentale in età evolutiva - Asl NA1
Tel. 081.2549854-53
Grafica e web design: Gianluca Patti
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